Exit Tax Italia: Cos’è, Come Funziona e Come Gestirla nel 2026
L’exit tax è l’imposta sui plusvalori latenti che si applica quando un soggetto trasferisce la residenza fiscale fuori dall’Italia. Prevista dall’Art. 166-bis del TUIR, colpisce le plusvalenze non realizzate su partecipazioni qualificate, aziende e — potenzialmente — crypto-attività. Non è un’imposta sul trasferimento: è un’imposta anticipata sulle future plusvalenze. Ecco come funziona, chi è soggetto, e come gestirla.
Cos’è l’exit tax e chi è soggetto
L’exit tax (Art. 166-bis TUIR) tassa le plusvalenze latenti — cioè non ancora realizzate — nel momento in cui il contribuente trasferisce la residenza fiscale fuori dall’Italia.
- Partecipazioni qualificate (>20% diritti di voto o >25% capitale in società non quotate)
- Aziende o complessi aziendali
- Stabili organizzazioni italiane di soggetti che diventano non residenti
- Partecipazioni non qualificate
- Conti correnti e depositi
- Immobili (restano tassabili in Italia come redditi di fonte italiana)
Per le crypto-attività: la questione è in evoluzione. L’AdE non ha ancora chiarito definitivamente se le crypto rientrano nell’exit tax. La nostra consulenza ($250) verifica il tuo caso specifico.
Come si calcola l’exit tax
Base imponibile: differenza tra il valore di mercato dei beni alla data del trasferimento e il loro costo fiscale.
Aliquota: quella prevista per la tipologia di reddito (26% per capital gains su partecipazioni).
Pagamento: può essere rateizzato in 6 rate annuali con garanzia (se trasferimento verso stato UE/SEE collaborativo).
Credito d’imposta: se successivamente realizzi la plusvalenza nel nuovo paese e lì paghi imposte, puoi chiedere il credito.
Esempio: possiedi il 30% di una SRL italiana, costo fiscale €50.000, valore di mercato €200.000. Plusvalenza latente: €150.000. Exit tax: €150.000 × 26% = €39.000.
Se non la gestisci in anticipo, può essere un colpo durissimo.
Strategie per gestire l’exit tax
2. Rateizzazione — 6 rate annuali con prestazione di garanzia. Valido solo per trasferimenti verso UE/SEE.
3. Rivalutazione delle partecipazioni — leggi periodiche consentono di rivalutare il costo fiscale pagando un’imposta sostitutiva (tipicamente 16%). Riduce la base imponibile dell’exit tax.
4. Trasferimento verso stato UE/SEE con accordo — la Direttiva 2019/2523 prevede il differimento del pagamento fino alla realizzazione effettiva.
5. Verifica se sei effettivamente soggetto — non tutte le situazioni rientrano nell’exit tax. La consulenza ($250) è fondamentale.
La pianificazione dell’exit tax va fatta MESI prima del trasferimento. Non il giorno prima.
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L’exit tax si applica sempre quando espatrio?
No. Solo su partecipazioni qualificate e aziende. Non su conti, depositi, partecipazioni non qualificate. Per crypto: in evoluzione.
Posso rateizzare l’exit tax?
Sì, in 6 rate annuali con garanzia, se il trasferimento è verso UE/SEE.
Devo pagare l’exit tax sulle crypto?
Questione non definitivamente chiarita dall’AdE. Consulenza $250 per analisi del tuo caso specifico.
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